Nel ringraziarvi per la presenza nonostante il maltempo, permettetemi innanzitutto di salutare le autorità militari, Don Giorgio e il maestro Pietro per la loro presenza.

Come sapete, oggi celebriamo il 4 novembre, la giornata dell’unità nazionale e delle forze armate.

Permettetemi allora di rivolgere e di condividere con voi due pensieri:

il primo è per le popolazioni terremotate del Lazio, dell’Umbria e delle Marche, che stanno affrontando momenti molto complicati. Ecco, la nostra unità nazionale, il senso del nostro stare insieme, si manifesterà nel modo in cui sosterremo lo sforzo dei nostri concittadini colpiti dal sisma, nel modo in cui supporteremo la ricostruzione e come reagiremo all’attuale momento di difficoltà in quanto nazione, in maniera collettiva.

ll secondo, nel momento in cui onoriamo le forze armate, coloro che hanno combattuto per la nostra libertà, va a chi oggi continua a combattere, va alle popolazioni curde, che da sole hanno affrontato in Medio Oriente la minaccia del fascismo dell’Isis, salvando indifferentemente migliaia di cristiani e di musulmani, e che oggi sono l’avanguardia della battaglia di Mosul, popolazioni che per mesi hanno sorvegliato il fronte più complicato mentre l’Occidente perdeva tempo, senza impegnarsi come avrebbe dovuto verso chi ha messo in gioco le proprie vite anche per noi. E mentre ancora curdi muoiono sul fronte, altri curdi combattono una battaglia pacifica per la democrazia nella vicina Turchia, finendo arrestati e perseguitati.

Il nostro rispetto va quindi anche ai parlamentari curdi che in maniera pacifica, prima privati dell’immunità, poi anche imprigionati, continuano a rappresentare in Turchia coloro che non si sono arresi alla deriva in corso, siano essi laici o religiosi, turchi o appartenenti a altre minoranze.

E allora permettetemi di concludere con un pensiero al nostro dibattito pubblico, che spesso utilizza linguaggi e argomenti durissimi in relazione a ciò che davvero è in discussione. Per rispetto a chi davvero oggi sta affrontando prove terribili, dovremmo avere più senso della misura, più consapevolezza delle nostre discussioni, perché fuori dai nostri confini, il mondo sta tremando.

Ancora grazie a tutti voi!

Il Sindaco E. Rallo